Metodi automatici di interpretazione dei campi di potenziale
Come discusso ampiamente nell’International Workshop EGM 2010 (organizzato dalla Sezione Italiana EAGE-SEG con sponsor principali Eni E&P, Shell e WesternGeco): …“I metodi non invasivi di esplorazione geofisica stanno vivendo un rinnovato interesse presso il mondo accademico, gli istituti di ricerca e le società di esplorazione petrolifera. Ciò a causa degli entusiasmanti recenti progressi nella strumentazione, nelle tecniche di acquisizione e nei metodi di interpretazione, che oggi consentono di rilevare le più minute sfumature nascoste nei fondali marini e nel sottosuolo…
…In particolare, i metodi elettromagnetici marini a sorgente controllata sono di crescente utilizzo, per il loro potenziale DHI (indicatore diretto di idrocarburi) messo in luce negli ultimi anni da centinaia di indagini eseguite in tutto il mondo, con investimenti intensi da parte delle maggiori compagnie petrolifere internazionali. Il metodo gravimetrico sta vivendo un rinnovato interesse, con nuove raffinatissime strumentazioni che permettono lo studio di nuovi giacimenti nelle aree contraddistinte dalla presenza di duomi salini e con tecniche raffinate e stabili di calcolo che forniscono informazioni utili per ridurre i rischi sia per l'esplorazione che per la produzione in aree di giacimenti di gas e di petrolio. I versatili metodi magnetometrici, notissimi già a chi opera in campo ambientale e archeologico, si confermano importantissimi e ormai di routine negli studi di prospezione di idrocarburi nonché nella ricerca mineraria…”
Visti gli argomenti del seminario, di notevole interesse soprattutto per i ragazzi che seguono il corso di laurea magistrale in GGT con indirizzo esplorazione, prego i colleghi di darne la massima diffusione tra gli studenti di Padova, di Trieste e Ferrara e di diffondere la notizia con chiunque pensiate possa essere interessato all’argomento del seminario.
